SOSPENSIONE DELLE RETRIBUZIONI

Capita spesso che i governi cessino le loro funzioni prima della scadenza di legge. Quando questo avviene, vuol dire che qualcosa non ha funzionato, e che i servi (da qui in poi politici e funzionari) vanno assolutamente cambiati. Nel duro linguaggio di Seconda Linea, la lana prodotta dal gregge è stata troppo poca, oppure di troppo scarsa qualità. Considerando anche la facilità con cui durante queste transizioni i politici si producono in lunghe schermaglie fini a se stesse, le retribuzioni degli “statali da reddito” (cioè di tutti, tranne che di Soldati, Carabinieri, Poliziotti e Finanzieri) andranno sospese ed annullate a partire dalle ore 24,00 del giorno in cui il governo cessa prematuramente il mandato, sino alle ore 00,00 del giorno dell’insediamento ufficiale del nuovo governo.

I riti per la formazione del nuovo governo potranno così durare settimane, mesi, anni, ma i padroni (da qui in poi ‘cittadini’) saranno ripagati con l’aumento del loro benessere. Bloccando infatti l’invio giornaliero delle percentuali destinate agli stipendi, ci saranno più soldi sui Conti Fiscali dei cittadini.

Gli “statali da forza”, invece (Soldati, Carabinieri, Guardia Finanza, Polizia di Stato) continueranno a percepire lo stipendio perché il loro compito non è produrre, ma sorvegliare, e in questa particolare situazione dovranno verificare con maggior attenzione la qualità del lavoro svolto (a digiuno) dagli statali “da reddito”.

Può sembrare crudele che anche i chirurghi e gli infermieri si ritrovino senza stipendio. Però anche loro, durante la normale legislazione, dovranno pur trovare lo spirito per ‘mordere’ e “dare cornate’. Le Amministrazioni, grazie al fatto che il loro lavoro è per principio perfetto, cercano sempre d’espandersi a detrimento del “mestiere”. Per l’Amministrazione, ad esempio, se entrano cento malati ed escono cento morti, tutto è a posto perché il totale fa sempre cento. Un po’ di digiuno darà il giusto mordente!

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