RETRIBUZIONE STIPENDIATI

I servi (da qui in poi politici e funzionari), sono tutti statali, indipendentemente dall’Ente che li ha assunti (Ministero, Regione, Provincia, Comune, Quartiere ecc.) perché sono tutti – dal Presidente della Repubblica all’ultimo bidello – mantenuti dall’Iva. Questa semplificazione è molto utile ai padroni (da qui in poi cittadini) perché permette loro di destinare una somma globale agli stipendi senza occuparsi d’altro. Toccherà agli statali stessi confrontare i loro vari stipendi, discutendone le quote percentuali, mentre ai cittadini resterà solo decidere, ogni cinque anni, se abbassare o meno la quota generale.

Il peso complessivo degli stipendi pubblici si è sempre storicamente attestato in Italia attorno al 20% della tassazione globale. Inizialmente, gli stipendi di tutti i politici e funzionari rappresenteranno quindi il 20% esatto dell’intero introito Iva. Le retribuzioni – ovviamente – dovranno sempre essere delle percentuali, perché diversamente entrerebbero in urto con un sistema basato su una percentuale (l’Iva). Così, per introdurre un fattore di merito, la Guardia di Finanza dovrà fissare entro il 31 dicembre d’ogni anno un dato assoluto a cui rapportarsi. Dovrà cioè fissare quello che a suo insindacabile parere è il Volume Presunto d’Iva per l’anno a venire. Sarà questo a generare le variabili utili mese per mese al merito o al demerito.

Per intenderci meglio…

Nel caso d’Iva inferiore al Volume Preseunto, le retribuzioni scenderanno automaticamente per compensare l’infausto calo. Dovendo innanzitutto proteggere i cittadini, nei primi punti percentuali la compensazione sarà tutta a carico degli stipendi. In pratica, con un’Iva ridotta del 10% (immaginiamo come base iniziale il 20% dell’introitato totale) pareggeranno integralmente il danno, arrivando a dimezzarsi; mentre, con un’Iva ancora più ridotta, calerà anche il flusso di denaro ai Servizi, restando però in ferreo rapporto con gli stipendi (ad esempio, ogni 2 punti d’Iva sottratti ai Servizi, un punto in meno agli stipendi). Proseguendo gli esempi, politici e funzionari non percepiranno più alcuna retribuzione con l’Iva al 60% del Volume Presunto. Discorso ribaltato, e in modi speculari, quando il volume d’Iva sarà superiore al presunto. Con l’Iva al 110%, gli statali si ritroveranno lo stipendio maggiorato del 50%; e con l’Iva al 140%, addirittura raddoppiato (volumi superiori al 140% non alzeranno gli stipendi, come gli inferiori al 60% non li abbasseranno).

Il denaro degli stipendi dovrà arrivare ‘fisicamente’ ai vari dipartimenti giorno dopo giorno, ma restando “quota morta” fino al pagamento effettivo. È chiaro che fra assenze, licenziamenti, morti, malattie, pensionamenti eccetera, mai niente quadrerà al centesimo. Se al 31 dicembre risulteranno cifre non spese, ogni dipartimento provvederà a dividerle in parti uguali e a bonificarle ai locali dipendenti. Per i cittadini, quel denaro non esisterà più.

prosegui

prosegui

 

 

 

 

Condividi?