PERCORSO DELL’IVA

Lo Stato incassa istantaneamente la sua Iva, ma la massa di denaro, proprio come per le le Gabelle – accreditate ai padroni (d’ora in poi cittadini) entro le 24 ore – non si ferma e arriva subito a destinazione, cioè nei vari Uffici e Dipartimenti. Bene! Come fanno i robot contabili a sapere dove mandarlo?

Il Governo, tutti gli anni o ogni cinque, delibera l’esatta percentuale d’Iva spettante ai suoi vari Ministeri; e questi, in cascata, le sotto percentuali che dovranno giornalmente arrivare ad ogni Dipartimento e Direzione; così via fino agli uffici, servizi, città, comuni ecc. di ultimo livello. Grazie a queste sue periodiche decisioni, il denaro arriva alle singole caserme, scuole, ospedali, sanatori, uffici, eccetera entro le 24 ore successive all’incasso.

Dovendo affrontare gli imprevisti, il Parlamento e tutti gli Enti di livello inferiore devono anche fissare una percentuale di denaro da accantonare sotto forma di “quota morta”. Questo è un punto molto importante, perché elimina ogni urgenza dal Parlamento e persino dai Ministeri. In caso di problemi, infatti, detta quota sarà utilizzata per interventi sia presso proprio la propria unità, sia presso le unità colleghe dello stesso livello colpite da disastri, terremoti, alluvioni, malfunzionamenti, eccetera. Ogni settore aiuta i propri colleghi (ospedali con ospedali, caserme con caserme, uffici con uffici ecc.) facendo arrivare i soldi in giornata.

Tutto il denaro che al 31 dicembre risultasse non speso e nemmeno accantonato per grossi progetti non va restituito allo Stato né computato per darne meno in futuro, al fine di non penalizzare come al solito i servi (‘funzionari’ o ‘ politici’) che sanno gestire bene il denaro.

Le quote morte, in assenza d’imprevisti, debbono accumularsi anno dopo anno, ma se eccessive saranno ad un certo punto interrotte. 

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