GUARDIA DI FINANZA E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

In un mondo di ‘padroni‘ (da qui in poi’ cittadini per comodità di linguaggio) e di ‘servi‘ (da qui in poi politici e funzionari), insomma di paganti e stipendiati, di pastori e di pecore (la brutale esemplificazione di Seconda Linea) la Guardia di Finanza è la prima responsabile del corretto utilizzo dell’Iva.

Questa particolare Arma deve dedicare la maggior parte del suo tempo a seguire gli Enti pubblici, osservando il loro modo di lavorare, di spendere e di produrre. Conoscendo a fondo il mondo privato (le pecore stanno con i cani, ma i cani stanno anche con i padroni), e conoscendo quindi la vera efficienza nel lavoro, la Guardia di Finanza cura la profonda necessità dei cittadini d’avere la vita semplice e non tribolata.

La Guardia di Finanza – a cui nulla sfugge perché ogni somma e stipendio è tracciata nei suoi computer – in pratica consiglia, indirizza, stimola verso le soluzioni che snelliscono il lavoro e riducono le spese. Ovviamente, quando s’imbatte in politici che non fanno il possibile per migliorare il lavoro (e se ne guardano dal coinvolgere i superiori livelli), segnala ai cittadini il problema. Quando si tratta invece di funzionari, licenzia direttamente, procedendo anche all’eventuale confisca dei beni privati per risarcire i danni fatti ai cittadini.

Grazia alla solerzia della Guardia di Finanza (e al fatto che tutti gli impiegati pubblici sono pagati con l’introito Iva e sono quindi, come dicevamo, degli statali), l’imposizione dell’Iva stessa potrà rapidamente passare ad un peso inferiore.

Circa l’abbassamento dell’Iva, è ovviamente facoltà politica dei cittadini anche il rifiutarla. Ovvio! Se i vantaggi del “terzo esatto” allo Stato risultassero particolarmente positivi, perché cambiarla?

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