ASSUNZIONI DINAMICHE

Poiché l’apparato pubblico non è proprietà dei servi (da qui in poi ‘politici’ o ‘funzionari’ per comodità di linguaggio) qualsiasi padrone (da qui in poi  ‘cittadino’ per comodità di linguaggio), deve poter servire nella sua proprietà. Ne consegue che – compatibilmente con le possibilità – i funzionari che hanno già servito un certo numero d’anni (poniamo: una decina) e che ancora non sono prossimi alla pensione (poniamo: mancano più di cinque anni) non possono avere la certezza dell’impiego perché quando un cittadino con idonee competenze tecniche chiede d’essere assunto, il direttore del Servizio decide quale funzionario dovrà andarsene, stabilendo al contempo la durata dell’affiancamento utile ad armonizzare le specifiche (entrambi i soggetti lavoreranno affiancati per un certo tempo). Se nessun cittadino chiede d’entrare in quel Servizio (traduzione: il ‘privato’ funziona benissimo e nessuno è interessato a fare lo statale), i funzionari potranno restare nell’Ente Pubblico sino alla pensione. I politici non possono ovviamente essere privati della certezza dell’impiego perché sono stati eletti dalla volontà popolare e il loro mandato è a scadenza.

Politici e funzionari non possono essere eletti o assunti  se non hanno almeno 20 anni d’esperienza nel mondo lavorativo privato. Questo per avere già in partenza una robusta contaminazione di sangue pubblico e privato.

 

Tale contaminazione “di sangue” non può applicarsi ai dipendenti delle Forze dell’Ordine, che debbono essere assunti da giovani, senza alcuna esperienza del mondo lavorativo, e sostituiti solo ed unicamente da altri colleghi. I pastori cambiano infatti spesso le pecore, comprandole indifferentemente giovani e adulte, ma non cambiano mai i loro cani, e pretendono d’allevarli da giovanissimi. È l’abissale differenza tra “dipendenti da reddito” e “dipendenti da forza”. 🙂

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