ALTRI INTROITI

Come un domestico che si muova tra le proprietà della villa offrendo i suoi servigi ai nobili, lo Stato mette a disposizione sempre gratuitamente il godimento dei beni. I padroni (da qui in poi cittadini per comodità di linguaggio) ne godono così con la massima libertà, entrando senza pagare in scuole, università, impianti sportivi, musei, piscine, teatri, siti archeologici, arene, castelli, mense eccetera. Le spese di mantenimento sono ovviamente all’interno delle percentuali del gettito d’Iva periodicamente stabilite. Ogni cittadino, però, segnala il suo passaggio strisciando la carta d’identità, in modo che tutti gli altri cittadini, aprendo i loro Conti Fiscali, possano sapere se quelle iniziative hanno successo o sono dei fallimenti. Traducendo, i cittadini possono finalmente fare quel che farebbero i nobili che, scoperto un domestico che ha passato tutto l’anno a preparare tisane al carciofo che nessun ospite ha voluto, prima lo licenziano in tronco, poi lo sbattono fuori a calci dalla villa 🙂

Alcune strutture e situazioni pubbliche, però, non sono in grado di sostenere un’utilizzo indiscriminato e dovranno quindi emettere – stabilmente o periodicamente – delle Gabelle. Immaginiamo ad esempio gli Uffizi di Firenze: non possono sostenere trentamila visitatori al giorno. Una Gabella dissuaderà la maggior parte dei turisti più superficiali, che però andranno a visitare – finalmente – qualcuno degli altri gratuiti musei della splendida città. Idem per piscine, castelli, case popolari, teatri, arene, eccetera. Lo Stato può impedire, limitare, arginare, mai incassare.

Stesso discorso per le proprietà da appaltare, come bande radiotelevisive, spiagge, zone demaniali ecc. Per principio sono gratuite, ma se per via della concorrenza dovessero essere noleggiate attraverso un’asta, questa non sarà altro che una particolare forma di Gabella, perché le somme vincenti dovranno arrivare sui Conti Fiscali dei cittadini entro le 24 ore successive.

Nel caso di categorie speciali – handicappati, anziani, scolaresche, malati – l’ente che emette una Gabella può sospenderla. Resta però obbligatorio, in quel caso, strisciare la carta d’identità per permettere la misura del successo.  

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