PRIMA PADRONI POI CITTADINI

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La cittadinanza indica lo status della persona che gode dei pieni diritti civili e politici. Ma questo status è una costruzione puramente mentale, che proprio per questo nasce molto dopo l’essere in sé. Gli esseri viventi, infatti, vengono al mondo necessariamente liberi, signori della vita e della morte, e quindi padroni del proprio destino. Qualsiasi rapporto tra le parti sociali dovrà quindi partire da questa più profonda verità: la verità del padrone e, per contrapposizione, del servo.

Dunque, nella nostra nazione esistono circa sessanta milioni di ‘padroni’ che (associati  per nascita o scelta in una qualsiasi forma di cittadinanza) stipendiano milioni di ‘servi’.

Che il termine ‘cittadino’ abbia dei grossissimi problemi, lo si nota osservando il suo opposto, cioè il termine di ‘contadino’. Cittadino, quindi, significherebbe in pratica un “non contadino”, un’espressione che non ha significato chiaro e logico. Inutile cercare altri significati associabili e collegabili alla parola contadino: qualunque termine andremo ad estrapolare, il contrario (cioè il “non”) resterà sempre privo di significato.
“Padrone pagante” e “servo stipendiato”, invece, sono espressioni chiarissime che nascono da termini chiarissimi.

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