IL VERO NEMICO DEGLI ITALIANI

14 aprile 2015

Il primo post di questo sito è dedicato a Paolo Villaggio. Allego per questo una mia lettera scrittagli molti anni fa, in cui gli racconto come, vedendo “Fantozzi in Paradiso”, sono arrivato alla certezza che il suo personaggio abbia raggiunto l’Assoluto. Strana la presenza di una simile lettera nel blog? Ancora più strana considerando che è d’apertura? Non direi! Il significato è più che evidente: Cari italiani, il nemico di qualsiasi profonda riforma non è lo statale impiegatizio o i politici ladri, ma voi stessi, che siete dei pecoroni alla Fantozzi.

L’avevo scritta pochi anni dopo uno strano fatto, e qui la ricopio senza toccare nemmeno una virgola né correggere gli errori di battitura. Sono infatti passati molti anni e non vorrei che, di correzione in correzione, si perdesse quella prima e potentissima impressione che mi fece scoprire l’Anti Uomo.

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Stimatissimo Paolo Villaggio

 

anni fa, seduto in salotto a vedere in Tv uno dei suoi film (quello in cui Fantozzi si lancia dal trampolino con gli sci e centra un deltaplano in volo) durante appunto questa scena, a forza di ridere e ridere mi ritrovo con il sedere per terra. Sono caduto dalla poltrona!

 

Una volta sul tappeto, però, ridivento serio di colpo. Stupito e persino allarmato cerco di spiegarmi l’accaduto mentre il suo film prosegue normalmente. Stavo ridendo, è vero, forse ridendo un po’ troppo… Ma perché sono finito per terra? La poltrona è comoda e avvolgente, impossibile cadere…

 

Sono davvero confuso. Io non mi drogo, a cena non ho nemmeno bevuto… Medito ad alta velocità, la schiena appoggiata alla poltrona…

 

«Ma che diavolo è successo?»

 

Come ho fatto a cadere? Non sono caduto da una seggiola o da un traballante sgabello… Ma da una poltrona! Forse – è vero – stavo ridendo in modi un po’ esagerati (pian piano comincio a ricordare) ma com’è possibile che la scena del deltaplano e le precedenti m’abbiano sconvolto al punto da farmi fare quello che un bambino di cinque anni certo non farebbe?

 

Sono proprio incuriosito e sbalordito…! Per quale motivo, mi trovo a riflettere ricordando i vari passaggi del film, trovavo ogni scena così comica al punto da sganasciarmi letteralmente dalle risate? Infatti, solo delle risate davvero pazze possono avermi fatto cadere. Sul momento non volevo ammetterlo… Ma è proprio vero! Stavo ridendo come un pazzo, in modi assolutamente esagerati, anormali, sgangherati. Ma questo non è da me!

 

Adesso – mi osservo stupito – non sono forse serio mentre il film prosegue con le sue altre scenette? E allora?! Come mi faceva sganasciare prima, così dovrebbe farmi sganasciare ora! E invece… Invece dono serissimo. E poi – ragiono cercando di trovare una spiegazione qualsiasi – un qualsiasi film comico, soprattutto se già visto più volte, non può in alcun modo farmi un simile effetto! È vero che si ride sempre con i film di Fantozzi – anche se li si vede cento volte… Ma così è troppo! È stato davvero troppo!! Ma perché??

 

Poi…

Un sospetto mi passa per la mente.

 

«Ma sì! È l’unica spiegazione possibile!… è pazzesco!»

 

Mentre ricordo le ore precedenti, tutto diventa chiaro. Stia a sentire, caro Villaggio!

 

Avevo passato non solo tutta la giornata ma anche i due precedenti giorni in intensa meditazione, leggendo e sviscerando la BHAGAVAD GÎTÂ, il famoso testo indiano. Un tomo! Quattrocento pagine fra introduzione, testo in lingua originale (che per la verità non so leggere), traduzione a lato e infiniti commenti di ogni tipo inframmezzati. La lettura era terminata giusto un’oretta prima del film e avevo appena fatto in tempo a cenare prima di mettermi davanti alla Tv. Ricordo che ero davvero molto soddisfatto. Pur non avendo studi specifici alle spalle avevo infatti capito perfettamente il ponderoso testo, per me nuovissimo. Addirittura (in quel momento ne ero assolutamente convinto) non avessi avuto nemmeno la punteggiatura nella traduzione italiana… Beh! L’avrei ricostruita io stesso! Insomma, un vero successone!

 

Comincia a capire adesso, caro sig. Villaggio? Comincia?

 

La BHAGAVAD GÎTÂ… Il colosso!…

 

Tre interi giorni con Krishna – l’Avatar, il Dio – sul carro da guerra…

 

Tre interi giorni di Arjuna che interroga il Dio prima della battaglia…

 

Tre giorni di discorsi complicatissimi sull’anima, tre giorni di indiani dai nomi assurdi… Tre giorni di visioni colossali del Sé, tre giorni di uomini che sono Dèi e Dèi che sono uomini, tre giorni con miliardi di bocche che sbranano e miliardi di ventri danno la vita…

 

Tre interi giorni…

 

La BHAGAVAD GÎTÂ è colossale, è la visione cosmica,

 

La BHAGAVAD GÎTÂ…

 

Poi… Poi… A tradimento…. Ecco che arriva Fantozzi!

 

Io non mi rendo conto di quello a cui sto andando incontro, non ho la percezione che sto per compiere un salto colossale. Ricostruirò solo più tardi che sto cominciato a ridere in modi sempre più sgangherati e fuori controllo… Non me ne accorgo, trovandolo perfettamente normale, e non può essere altrimenti. Risate che salgono dal profondo, micidiali, assolute, totali, cosmiche…

 

Trovo normale comportarmi in modi sempre più folli e privi dei normali freni inibitori proprio perché il salto che sto facendo è davvero infinito! Con la BHAGAVAD GÎTÂ negli occhi, con la mente ancora sotto la potentissima lente spirituale, a livello inconscio io sto vedendo e realizzando, meglio forse dire: sto vivendo, il fatto che Fantozzi è l’esatto opposto di un Avatar! L’esatto contrario di Krisna sul carro dal guerra, l’esatto opposto dell’Essere Divino, la carta carbone di Gesù, il polo sud dell’uomo che si divinizza, la perfetta negazione di qualsiasi grandezza umana, l’esatta impossibilità di una speranza di redenzione… L’infra-uomo! La negazione assoluta!

 

E se il mio salto è mostruoso, altrettanto lo saranno le risate, le pare?!!

 

So che lei, carissimo Villaggio, sa già queste cose. Ma volevo darle la mia testimonianza! Se infatti la sua comicità fosse sempre stata normale e non assoluta, come di fatto è, io quella sera avrei riso come al solito ma non sarebbe successo proprio niente di speciale. Per cadere giù – a quaranta anni, caro Villaggio, a quaranta anni! – da una avvolgente poltrona è stato necessario un salto emotivo gigantesco.

 

Comprende? Ha già intuito quanto segue?

 

Dal Super Uomo io non sono passato alla solita comicità dell’attore che fa il bambino (come Stanlio e Ollio, Chaplin e tantissimi altri attuali, grandi e minori), cioè verso una comicità basata su candore o stoltezza; e comunque ritardo nella crescita… NO!!! Io sono passato addirittura all’Infra Uomo, cioè un uomo perfettamente normale, con tanto di moglie, figlia, lavoro, nipotima, impegni, affitto, bollette da pagare, sessualità, desideri, uguale identico a qualsiasi altro uomo adulto, … ma nella sua essenza un vero e proprio Santo, Avatar, Cristo, Krisna…

 

Al contrario, ovviamente, al contrario!

 

Non è forse vero che Gesù cammina sulle acque e la Natura – riconoscendolo – si inchina immediatamente alla sua potenza? Parimenti Fantozzi, grandissimo nel Nulla, è immediatamente riconosciuto dalla Natura che quindi subito lo perseguita. Le forze dell’Essere, così come si inchinano a Questo, parimenti detestano Quello. Gesù alza il braccio e la tempesta si placa. Il mare, appena vede Fantozzi, gli si scaglia contro.

 

Di solito i comici creano personaggi infantili. È la comicità più facile perché il bambino è la negazione dell’adulto. Ma lei, caro Villaggio, è andato infinitamente oltre. Molto! Mostruosamente!! Tanto che forse – per quanto detto sopra – non potrà più essere raggiunto. Chi potrà infatti superarla? Con Fantozzi è arrivato dove stanno i Gesù e gli Avatar. Dall’altra parte, ma sullo stesso pianeta. E dunque, come si potrà andare oltre?

 

Lei dirà: «Ma Fantozzi era una questione sociologica, l’impiegato della Grande Impresa che in quegli anni era così ridotto perché eccetera…»

 

D’accordo! Ma così come non è possibile superare gli dèi come Krisna o Gesù, per principio. così non è possibile superare la loro tragica carta carbone.

 

È Fantozzi è il vero l’Anticristo. È Fantozzi è il vero Vangelo al contrario. Non è forse vero che seguendo i Grandi si diventa grande? Ma chi segue Fantozzi cosa diventa? Dunque, caro Villaggio, lei non ha solo fatto ridere un intero popolo per decenni, ma addirittura ha tracciato la terrificante Via Contraria. Non mi crede caro Villaggio? Eppure è così! Non è affatto colui che stermina dieci milioni di persone il vero anticristo perché in qualche modo – sia pure nel Male – è grande. Si potrà definirlo nemico dei vari Gesù, persecutore di Avatar, forse, più propriamente,  grande impostore, ma non è il loro Opposto!

 

Fantozzi invece sì! Sì che lo è!! Da una parte coloro che si fanno TUTTO, dall’altra chi si fa NULLA!

 

Bene! Cos’altro posso dirle? L’ovvia conclusione: lei ha scritto la la BHAGAVAD GÎTÂ al contrario! I VANGELI al contrario! Era impossibile, ma ce l’ha fatta! Ecco perché sono caduto a quaranta anni da una avvolgente poltrona rivedendo per la quarta, o forse quinta,o sesta volta un  suo film.

 

Grazie di tutto.

 

Claudio Bettinelli

Cremona

 

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La lettera è questa… Piaciuta? Attenzione però! In nessun modo questo post andrà interpretato come un mio personale atto di superbia (Siete tutti dei pecoroni). È il contrario, invece! È frutto proprio della paura, del solito essere pecoroni, anche se in questo caso… Che dire!? Provo a spiegarvi lo stranissimo ambaradan! Mercoledì 1 aprile, dopo due mesi e mezzo di lavoro, per la prima volta ho avuto la sensazione che tutto il sito di Seconda Linea fosse finalmente a posto; e quindi, felice, me ne sono uscito di casa con la voglia di festeggiare. Però, per motivi misteriosi, un’assurda idea m’aveva da alcuni giorni cominciato a martellare in testa: proprio quella di mettere come mio primo post la lettera che dovevo mandare a Villaggio da vent’anni; quella che, per ritrovarla, ho dovuto riattivare un mio vecchio computer.

Ovviamente, sulle prime, c’è stato il rifiuto totale. Anche quella sera, e pure il giorno dopo. Ma stiamo scherzando? L’ossessione però è diventata ancora più grande proprio con la sensazione d’avere finito il sito. Un assurdo pensiero fisso. OK! D’accordo! È vero che siamo tutti pecoroni, è vero che chiunque abbia un grado da caporale può mangiarci in testa; è vero che il sito apre proprio con la frase “DA PECORE A PADRONI”; è vero che noi italiani ci ribelliamo solo quando non ne possiamo proprio più… Vero, tutto vero! Ma che in un sito dove si parla di ristrutturazioni statali, si metta dentro il rag. Fantozzi, il rag. geom. Filini, e la signorina Silvani, eh no, questo non è accettabile. Fra l’altro, che c’entrerebbe la lettera? Capirei un commento, un’allusione…

Due giorni dopo, 3 aprile, è pomeriggio e ricevo una telefonata. Due chiacchiere, il solito come ti va e tante altre cose, e alla fine salta fuori che Villaggio ha mandato una lettera al Giornale on line, e che questa lettera è stata pubblicata il giorno prima.

«Eh?! Fantozzi?!».

«Sul Giornale!».

«Ma che giornale?».

«Quello on line! Hai lì Facebook?».

Non so nemmeno che esista il Giornale on line, ma siccome sono al computer mi precipito. Trovo la lettera: è quella d’un cittadino che ne ha piene le scatole d’essere normale  e chiede d’essere indagato. Ahahahah! Rido, ma allo stesso tempo – sottilmente – m’infurio. È la mia solita antenna da messaggi in bassissima frequenza, roba da Ottobre Rosso, guerra nucleare et similia. Io la amo, quest’antenna, la amo, è vero, ma allo stesso tempo la odio. Eh sì, la odio, per forza che la odio, è troppo sfacciata, troppo diretta, e alla fine mi fa fare sempre la parte dello scemo che deve agire senza sapere il perché; o – al contrario… Ahahahah! Vuoi decidere diversamente? Peggio per te, mio caro! Come al solito, rimpiangerai amaramente!

Eh no, stavolta no! Mi spiace, ma ossessione o non ossessione, Fantozzi non entrerà mai nel mio sito. Nemmeno so come inserire un post per blog, ho tante cose da rifinire, da dire, figurarsi se comincio da quello. Chiudo la telefonata facendo finta d’essere molto felice della coincidenza, ma uscendo di casa ho ben chiaro il concetto: Fantozzi? Mai e poi mai! Ma l’assalto comincia subito. Arrivato in centro, eccomi davanti Fantozzi in modi così diretti e brutali che non mi ricordo nemmeno più dove, né come, né perché: l’ho totalmente rimosso; tornato a casa per cena, con Fantozzi ancora nella testa, accendo la Tv e chi ti vedo subito? Chi c’è ad aspettarmi su Rai Movie? Fantozzi, naturalmente! E che scena sarà mai? Ovviamente, quella di quando va a votare e, fra la sorpresa dei presenti, tira lo sciacquone.

Va bene. Mi sono arreso. Ho chinato la testa. Ma come ben capite, solo perché se non lo faccio prenderò le solite palate in faccia. Ci sono costretto, e fosse l’ultima cosa per questo sito, la farei comunque. Magari, però, non tutto il male che temo verrà per nuocere. In fondo, erano vent’anni che volevo spedirgliela. Sapevo che suo fratello faceva il professore, avrei potuto… Ma da bravo pecorone, non l’ho mai fatto. Così, almeno, mi sono tolto il pensiero.

Villaggio? Paolo Villaggio?

Eh…! Come avete visto, è il più grande di tutti: ha creato l’anti Messia, l’anti Avatar, l’anti Buddha, l’anti Uomo. Chi è sommamente crudele, infatti, a noi sembra sempre l’esatto contrario d’un Santo, d’un Messia… Ma non è vero! I grandi nel Male, infatti, sono proprio come i grandi nel Bene, e cioè… altrettanto grandi. E noi, che siamo piccoli, davanti ai grandi ci ritroviamo comunque in soggezione. Infatti, che siano grandi nel Bene oppure nel Male, per noi non ha importanza: non ci fanno mai ridere! Alla loro presenza restiamo intimoriti, ci comportiamo con rispetto. Nessuno, si ritrovasse per magia alla presenza di Gengis Khan, oserebbe sghignazzargli in faccia. Ridendo, sarebbe subito squartato dai cavalli.

Villaggio è un genio. Anzi, è “il genio”. Forse, siccome c’è di mezzo l’assoluto, anche qualcosa di più. Non so se nel campo della comicità sarà possibile raggiungere un altro vero assoluto. In fondo, la palla è sferica, e dal suo centro si può raggiungere la superficie in infinite direzioni. Ma so con certezza che è la distanza stessa a non poter mai essere per principio superata, proprio perché l’assoluto è per definizione non oltrepassabile.

Villaggio è grande, grande, grande!

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