I SERVI PREZIOSI

POST ‘CHIRURGICO’

10 settembre 2015

Se al generale responsabile del NORAD (il Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America collocato sotto la montagna) un qualsiasi americano, durante una conferenza, rimproverasse della “costosa pigrizia” o comunque dei privilegi, la cosa verrebbe percepita come un insulto o una mancanza di rispetto? Il NORAD gestisce una terrificante forza di reazione ed intercettazione, ma quando ci sono di mezzo il tempo e le risorse dello Stato, chiunque può essere ripreso, indipendentemente dalla forza gestita.

NORAD PORTE

«Scusi, generale! Lei non può farsi venire a prendere tutte le mattine da una Jeep da deserto per fare i 600 miserabili metri che la separano dall’entrata. Perché non se li fa a piedi o in motoretta, e s’arrangia un po’ da solo? Fra andare e tornare, quella jeep farà non meno di 10.000 km l’anno. È un 5.000 cc di cilindrata! Ha idea dei costi?»

Qualcuno sorriderà all’idea d’imporre un risparmio ad un uomo che può ordinare a centinaia di caccia d’alzarsi in volo, ma criticare si può. O si deve. E si può – o si deve – anche altrove. Che importa la forza del comando?

CARRI ARMATI

«Guardi, colonnello, che Lei non può mandare un carro a 200 km di distanza per ritirare una cassa di vodka. Anche se comanda tutte le forze di terra, non le è consentito. Se durante le grandi manovre resta senza beveraggio, manda a sue spese una motoretta o un’auto!».

 Si può, si può! Le osservazioni possono essere fatte a chiunque, anche se il potere di cui dispongono è praticamente divino.

SOMMERGIBILE

«Guardi, ammiraglio, che anche se la sua unità porta duecento testate nucleari, Lei non ha il diritto di mandare tutte le mattine un gommone a ritirare il caviale fresco. Se proprio lo vuole ‘freschissimo’, prende su la sua motoretta e non costringe sei uomini a fare 50 km di mare tutt’attorno alla base. Ha capito? Fa così, e in dieci minuti è all’allevamento».

Si può, si può! Ma… Se fossero giudici? Si potrebbero ancora fare delle osservazioni così dirette?

GIUDICI 04
«Ascolti bene, sig. giudice! Se nei casi di divorzio Lei non vuole far venire il bambino in tribunale, perché non è un ambiente adatto ad un minore, prende su il suo vespino, il suo tablet, e se ne va a casa dei divorziandi. Ha capito?! Quando è là, beve un caffè, registra le reazioni del bimbo, e quando col suo vespino se ne ritorna in tribunale, saprà meglio di prima con quale genitore il bambino preferisce stare. Ha capito?».

Hm… Tutto come prima? O nell’aria c’è un che di diverso? Una sfumatura di…

« Cosa? Tu vorresti dirgli…».

C’è dell’azzardo.

«Tu gli hai detto che siccome siamo tutti della stessa città, avvocati compresi, lui dovrebbe o potrebbe…? Cosa? Prendere su l’auto o la mot…?! Ma tu sei completamente imp…».

Orrore! Orrore! È un delitto dentro l’aula del tribunale, è l’infelice epilogo d’una disgraziatissima conferenza pubblica!

GIUDICE 01

Perché questo strano fatto? Perché questa sacralità? Perché questo timore? Un giudice non è forse un “servo stipendiato” come gli altri? La mente si smarrisce. È forse la giustizia in sé e per sé ad essere sacra? Potrebbe; ma anche il giuramento d’Ippocrate lo è! Eppure, i pazienti dei medici non stanno certo nella stessa umilissima condizione. No, no, non ci siamo! C’è qualcosa che non torna! Non è forse vero che in tutti i film di cow-boy abbiamo visto i giudici arrivare a cavallo e fare poi giustizia nel saloon? Chi ha detto che un giudice non possa fare udienza dentro un bar, nella sede d’un’azienda, in una casa, o dentro una stalla? Non li vediamo forse in Tv tutti i giorni ad emettere sentenze?

Forse che i giudici sono più potenti dei generali? Forse che l’importanza di un giudice supera quella d’un Comando Strategico? Forse che il lavoro del giudice è troppo speciale e complesso perché lui possa muoversi dal Tribunale e prendere così l’auto o il vespino? Forse che non è più il popolo a dover essere servito, ma – con di mezzo la giustizia – l’esatto contrario? Va cioè servita la giustizia e quindi il giudice? Possibile un’inversione dei rapporti?!

MISSILE 02

Per un po’ si resta senza pensiero, ma poi la logica azzera tutto. Ma no! Quale importanza, quale complessità? Un generale non scrive certo disposizioni per dei Carabinieri, ma per forze milioni o addirittura miliardi di volte più potenti. Qualsiasi medico o chirurgo svolge attività altrettanto complesse ed importanti, ma nel caso che il malato non possa muoversi va direttamente a casa sua, in strada, in miniera, o addirittura sul campo di battaglia. Nemmeno possiamo pensare ad un’assurda inversione dei ruoli, perché dei tre componenti la giustizia (parte offesa, avvocato, giudice) è proprio il primo a dover essere servito: gli altri due sono solo semplici stipendiati.

SCIENZA 07

Dunque? Perché ci risulta più facile criticare il comandante d’Ottobre Rosso che il più inesperto dei giudici italiani? Che succede? Perché si ha la sensazione che questi ‘servi’ siano così preziosi ed intoccabili da esserlo oltre l’immaginabile?

NORAD 4

Per capire il mistero dobbiamo far diventare uno di quei generali altrettanto sacro e prezioso. L’impresa sembrerebbe impossibile, perché o sta agli ordini – un generale – o è un ribelle (in questo caso, non è più niente). Come si fa a farlo diventare prezioso?

«Buonasera, generale! Qui è il Presidente! Le parlo dall’Air Force One. Abbiamo problemi seri. Porti subito il NORAD all’allerta massima».
«Salve Presidente! Faccenda grave, vero? Ho visto gli ultimi rapporti… Hm, massima ha detto? Lei intende DEFCON DUE, vero? Non c’è problema, telefono alla base e la faccio alzare subito».
«Non è alla base, Lei?».
«No, sono
al supermercato con mia moglie. Ma là c’è il mio sostituto, un bravo ragazzo».
«No no, niente sostituti, voglio Lei, generale! Rientri immediatamente alla base. Ha visto anche gli ultimissimi?».
«Sì sì, beh, fino a due ore fa, li ho visti tutti. Una faccenda seria. Hm… Però proprio non posso, Presidente. Finita la spesa, ho anche la festa»
.
«Eh? Festa?!».
«Compleanno, Presidente, mia figlia compie gli anni. Poi, in tarda serata, quando i nonni portano via la bimba, andiamo in aeroporto e partiamo. È da un mese che ho prenotato a Honolulu. Io, Presidente, prenderei volentieri in carico la cosa, ma non vorrei che poi la crisi si trascinasse per giorni. Lei sa che in massima allerta restiamo intrappolati, vero? Lo sa che le porte si chiudono e non possiamo più uscire se non si sale di almeno due livelli? Se Lei mi garantisce che entro domattina…».
«Ma…?!? Come faccio a saperlo, generale? Per il momento so solo che la CIA e gli altri han confermato. E non stia a discutere, per favore! Voglio Lei, chiami l’elicottero e si faccia venire a prendere».
«Hm… Guardi Presidente, io tornerei al NORAD anche subito, ma mia moglie…»
«Eh? Moglie? Ma è impazzito, generale? Cosa me ne frega di sua moglie?! Non mi faccia incazzare, che ho un diavolo per capello! Muova il culo da quel supermercato e si precipiti subito al comando!»
«Eh?! Io? Il cu…?! Cheee?! Presidente! Ma come si permette? Vuole violare le regole amministrative di tutto l’esercito? Io sono in ferie, ferie regolarissime e da gran tempo annunciate! Ma come si permette?! Guardi che se è per questo, sono io che controllo Lei, e non Lei che controlla me! È impazzito, forse?».
«Controlla…?».
«Non dovrò certo spiegarglielo io, Presidente! Io sono in ferie! Non ricorda la Costituzione? Se lei compie un’illegalità anche soltanto amministrativa io sono autorizzato ad arrestarla. Anzi, per principio sarei obbligato! Non si ricorda che l’Esercito è equiparato alla Magistratura e ne assume i compiti di massimo livello? Non mi costringa a soluzioni infelici!».
«Ah… Ma… Generale… OK, sì, ha ragione, anche se questo, a ben vedere, venne scritto dai nostri Padri perché… OK! D’accordo! Ma alle corte, però! Mi venga incontro! Io non voglio il suo sostituto! Lo faccia per il popolo. Se non riuscirà a sfruttare il suo soggiorno a Honolulu, vedrò di fare in modo che… Insomma, c’è lì sua moglie?».
«Va bene, Presidente, mi piego alla nazione, mia moglie è qua. Intanto, con l’altro telefono, alzo l’allerta e faccio venire l’elicottero. Si vede che era destino. Buona serata, Presidente».
«Grazie generale, grazie, grazie ancora, le sarò sempre riconoscente! Lara si chiama, vero? Grazie, generale, grazie ancora, grazie, ancora grazie».

CARRO ISRAELIANO DETTAGLIO

Così è, se vi pare. A differenza di quello che molti pensano, per diventare preziosi non bisogna affatto “fare di più”, ma al contrario, “fare di meno”. Naturalmente, non importa che siamo in un tribunale, o nell’Ufficio Tecnico d’un Comune (che non rilascia le autorizzazioni…). La cosa importante è sapere che alcuni stipendiati raggiungono la preziosità divina proprio perché non c’è di mezzo il vile denaro, non c’è alcun sottobanco. È qui che sta l’Olimpo dei servi diamantati! Entriamo in un’aula di tribunale e verifichiamo. Si sta per concludere una pratica molto semplice, niente di complesso… Data: aprile 2015.

«Dunque, adesso dobbiamo stabilire l’ultima udienza, vediamo un attimo; guardo sull’agenda… Hm, maggio direi che è troppo presto, giugno sono impegnato, luglio non parliamone, settembre, settembre… No, settembre no, ottobre potrebbe andare bene, però potrebbe partorire mia moglie… Hm, novembre e dicembre sarò purtroppo via. Passiamo al prossimo anno, ecco… Gennaio? Gennaio…? No, gennaio neanche a parlarne, vediamo febbraio, febbraio, febbraio… Ma sì! Febbraio! Che ne dite? Febbraio 2016? “12 febbraio” 2016: potrebbe andare?»

Eccoci in ambito sacrale. Il funzionario ha già raggiunto la divinità. I 20 missili balistici intercontinentali a testata multipla di Ottobre Rosso, capaci d’annientare un continente nello spazio d’un caffè, non sono nemmeno più paragonabili. Ve lo immaginate l’avvocato prendere il cellulare e cominciare ad urlare per tirarlo giù dall’Olimpo?

«Ah no, caro giudice, adesso chiamo la Guardia di Finanza! Adesso glielo spiega Lei perché ci vuole quasi un anno per avere un’altra udienza di soli venti minuti per chiudere tutta la faccenda! Spero che i finanzieri aprano un’istanza di licenziamento su di Lei e che La costringano a rifondere i danni a me e al mio cliente, perché oramai sono quindici mesi che andiamo avanti e indietro per incontrare gente che nemmeno si fa vedere. Adesso ne ho proprio piene le scatole! Spero di non rivederla mai più, giudice, e che le sequestrino la sua bella villa sul lago! Pronto? È la Finanza? Sì, pronto, buongiorno! Potete per favore mandare una pattuglia al Tribunale di…».

Non è possibile immaginarlo, vero? La distanza è ormai abissale. L’avvocato chinerà la testa e dirà, nei modi più amabili possibili:
«Certamente, il 12 febbraio. A che ora?».
«Nove e mezza?»
«Nove e mezza! Bene! Arrivederci, sig. giudice! Grazie! A febbraio del prossimo anno. Tanti saluti sig. giudice. Grazie, grazie, ancora grazie».

SOMMERGIBILE 03

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