I SERVI PADRONI 2

POST ‘CHIRURGICO’

21 agosto 2015

Nel precedente articolo “I Servi Padroni 1” la questione dei migranti/clandestini è stata trattata per via del ribaltamento dei ruoli  (il “servo” fa il “padrone”, e il “padrone” il “servo”) ma resta comunque ovvio che non ha importanza il tema specifico o la posizione politica (Destra, Sinistra, Centro ecc.), perché l’errore sta sempre e soltanto nell’’italiano che non fa il padrone. Quello che succede a valle è solo un dettaglio.

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In quell’articolo non abbiamo però visto cosa dovrebbe invece fare un servo per essere davvero tale. Ci serve quindi un’immagine di contrasto, fuori dalle abitudini (per così dire “di partenza”) per capire se il viaggio che porta un servo a diventare padrone sia corto o invece gigantesco. Un’immagine siffatta ci confermerebbe anche che in Italia non ha proprio alcuna importanza che il governo sia di Destra o di Sinistra. Un maggiordomo (il parlamento e il suoi ministri) per essere davvero tale deve avere un padrone di riferimento. Se non ce l’ha, eviterà di macchiarsi le mani di sangue e la grande villa (la nazione) sarà aperta ai quattro venti.

Per capire questa questione del sangue, diciamo che, se sei un Carabiniere, quando la situazione ti costringe a sparare, sai d’avere fatto il tuo esatto dovere. Sei in pace con la tua coscienza. Se invece non sei un Carabiniere, qualche colpa (piccola o grande), qualche dubbio (o sottile rimorso), finirai sempre con l’averlo. Così, anche se fai parte di partiti ideologicamente orientati verso uno Stato svelto e deciso, quando poi tocca a te (proprio a te) dover decidere, se non hai un padrone di riferimento non ti muoverai per nessuna ragione al mondo. Muoversi, infatti, vuol dire uccidere. E ahimè, starai fermo anche se i morti diventeranno dieci volte di più, cento volte di più, mille volte di più. Non ti muoverai neppure se i criminali guadagneranno mille volte di più, diecimila volte di più, un milione di volte di più. Soltanto quando i morti saranno diecimila volte di più e il denaro dei criminali dieci milioni di volte di più, allora ti muoverai. Perché? Perché con la tragedia negli occhi di tutti, con il sangue sparso ovunque, nell’agire non sarai più in prima persona. Sarai semplicemente costretto dalle evidenti necessità.

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Così, mentre gli italiani da molti mesi sono angosciati da tutti quei morti nel Mediterraneo, da tutti quegli sfruttati, da tutti quei criminali, da tutte quelle donne e bambini per più oro, dammi ancora più oro, i politici nostri servi dormono sonni tranquilli perché alla mattina, guardandosi le mani, le vedono pulite. 

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Torniamo quindi con la mente agli anni in cui un maggiordomo era sicuramente tale, e facciamoci alcune domande: «Come si sarebbero comportati i servi d’una grande villa presa d’assalto da genti sconosciute? Che avrebbero fatto davanti a persone che, invece di suonare il campanello, scavalcavano i muri? Come si sarebbero comportati i maggiordomi coi colleghi delle altre ville, quelli che guadagnavano grandi quantità d’oro facendo transitare la gente? Cosa avrebbero comandato questi maggiordomi ai loro tanti valletti armati di bastone?».

Domande più che lecite in quanto eterne. Non possono essere limitate al solo Millesettecento e Dintorni. Finché ci sarà un pagante, delle responsabilità di servo, ci saranno anche precisi comportamenti. Ad esempio… provate ad avvicinarvi velocemente a un attore o a un uomo politico! Vi ritroverete inchiodati a un muro! Voi non avete fatto niente, è tutto legale, non c’è alcuna linea sul terreno, ma vi ritroverete con il collo immobilizzato e una pistola alle reni.

I corpi dei migranti morti nel nafragio del barcone a Scicli, 30 settembre 2013. ANSA

Ma cominciamo pure!

Ecco…

Arriva un barcone pieno di gente che avrebbe dovuto prendere l’aereo, viaggiare in prima classe, risparmiare pure, ma farsi però identificare. Il bravo maggiordomo che fa? Ordina di riportare tutti sull’esatta spiaggia da dove sono partiti.
I migranti vengono caricati su una nave da guerra (non si mandano valletti disarmati nelle tane dei lupi) ma questa, appena entrata nelle acque territoriali, viene intercettata dalla locale Guardia Costiera. Pur informata, la Guardia rifiuta di concedere il passaggio. I clandestini non possono sbarcare – viene detto via radio – proprio perché sono clandestini, e quindi per loro non c’è posto. Non possono ‘anche’ perché – questo non vien però detto – è gente che ha già pagato tutto quello che poteva, ormai non ha più soldi, non si può più spremere, e per di più intralcerà le future partenze. È soltanto carne inutile, di cui nessuno sa più cosa farsene. Il comandante intuisce il successivo messaggio non detto: Se vi lasciassimo transitare, i criminali della costa ammazzerebbero noi e le nostre famiglie nell’indifferenza più totale dei politici che – anche se nostri capi – hanno bisogno di soldi.
A questo punto il comandante ordina alla Guardia Costiera d’allontanarsi immediatamente, senza però essere obbedito. Affonda allora la motovedetta assieme ad altre due troppo lente nell’invertire la rotta. Avvicina poi la nave al punto esatto della costa da cui era partito il barcone, ma, mentre iniziano le operazioni di trasbordo su scialuppa, ecco alcuni colpi d’artiglieria e grandi spruzzi. È un momento pericoloso! Nave a parte, ci sono centinaia di civili sulla tolda, e il comandante fa partire un paio di razzi verso la zona segnalata. Le batterie tacciono, ma i satelliti segnalano il decollo di due caccia stranieri. Lo stormo già in volo dalla Sicilia, però, partito ai primi colpi d’artiglieria, induce i ‘nemici’ verso altre più sicure rotte. L’ambasciata del Paese che ha subito il proditorio attacco protesta vivacemente, ma il maggiordomo gli ride in faccia. Anzi, attraverso una nota diplomatica, fa poi sapere che ci saranno dei costi da rimborsare, perché le navi da guerra consumano parecchio.

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Col primo sbarco tutto bene, perché non c’è resistenza sulla spiaggia. I lucratori di carne umana – politici, funzionari, banditi –, non hanno avuto la prontezza di mandare armati sul litorale. Nelle successive operazioni di sbarco i comandanti sono invece costretti a far intervenire unità anfibie ed elitrasportate; ed in qualche caso è guerra vera, perché i caccia lavorano pesanti e le truppe da sbarco devono bonificare l’area da ogni pericolo. Il traffico via mare, comunque, due mesi dopo è già interrotto, praticamente finito. Il bilancio in sangue è presto fatto: alcune centinaia di morti fra gli oppositori ai rientri (e residenti prossimi ai litorali), e purtroppo qualche decina di morti e feriti fra i clandestini di ritorno in spiaggia. È morto anche qualche soldato, ma questo, si sa, fa parte dei rischi del mestiere. Le ambascerie degli Stati costieri non reclamano più di tanto perché si sono accorte che lucrare su carne umana rende bene, ma i costi degli attacchi azzerano ogni vantaggio.

Non tutti i clandestini di quei due brevi mesi sono però ritornati sulla spiaggia di partenza. Sulle navi militari, infatti, gli uomini dei corpi diplomatici hanno potuto capire subito, attraverso i loro numerosi interpreti, chi tra i clandestini fuggiva da guerra, regime, e carestia, e chi invece semplicemente migrava per far fortuna. In quanto ottimi conoscitori delle lingue e delle zone, alcuni ambasciatori sono stati imbarcati d’autorità, e grazie ai potenti mezzi della Marina hanno potuto mettersi in contatto con le zone africane di partenza e rilevare con buona sicurezza le identità dei profughi. In molti casi casi hanno persino rifatto i documenti. Un lavoro ottimo, sempre svolto in pochissime ore, e coadiuvato dagli stessi profughi che, garantendo per alcune persone ma non per altre, facevano rapidamente chiarezza.

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Bella l’immagine? Funziona il contrasto? Piace? Sì? No? Beh, se non vi piace ce ne sono tante altre. Anzi, c’è l’imbarazzo della scelta, perché la cosa importante, l’unica che conti, è che il bravo maggiordomo chiuda il cerchio facendo in modo che il problema si scarichi sempre su chi l’ha prodotto. Un altro maggiordomo, ad esempio, preferisce posizionare delle navi passeggeri appena fuori dalle acque territoriali di partenza e, quando sono stracolme di migranti, sotto le Tv di tutto il mondo, farle muovere verso i porti ‘nemici’ lasciando ai furbi locali il problema di decidere che fare d’una nave disarmata e di diecimila persone che hanno fame. Tattica a specchio! Un altro maggiordomo preferisce caricare i migranti su veloci gommoni militari per scaricarli di notte sulle spiagge di partenza, aggiungendoci pure qualche clandestino giunto altrove via terra. Un altro maggiordomo preferisce organizzare clamorose scenate di protesta sotto le finestre delle ambasciate dei Paesi Costieri Furbarelli, con megafoni a tutto volume, video in piazza di quel che hanno sopportato i migranti, giro dei soldi dagli scafisti agli ambasciatori, ed altre porcherie.

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Che maggiordomo preferite? Quello che utilizza gli 007 che balzan fuori dagli elicotteri per uccidere gli scafisti prima della partenza? Quello che aspetta i barconi fuori dalle acque territoriali per poi rimorchiarli fino alla spiaggia coi cannoni pronti a tutto? Quello che dopo ogni barcone, per un intero mese chiude la luce, l’acqua e il gas delle relative ambasciate? Quello che in Tv, tutte le sere, mostra agli italiani dove finiscono i soldi degli scafisti, con nomi e  cognomi di politici, parentele, consorterie di poliziotti, traffici di onorevoli, giornalisti, farabutti ecc., aggiungendo anche  il numero di conto bancario e relative somme? Quello che usando l’elettronica rende impossibile ai trafficanti di mantenere i soldi su una qualsiasi banca del pianeta? Quale di questi? Quale? È irrilevante! L’importante è che il cerchio venga chiuso, la forza scaricata su chi la produce, i traffici portati alla luce.

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Ebbene! È così che si comporta il perfetto maggiordomo? Ripetiamo! È così che si comporta il perfetto servo?

Ovviamente sì! Il perfetto maggiordomo non fa il nobile, non fa il padrone di casa, ma salva la villa dei suoi padroni, e soprattutto, essendo una persona affidabile, di grande esperienza, ultra competente, non li costringe a tormentarsi per mesi o per anni. Sa distinguere molto bene tra chi deve essere aiutato, chi invece allontanato, chi bastonato. Inoltre, siccome nemmeno a lui piace uccidere, provvede a creare presso i Paesi infestati da guerre, carestie e terrore la possibilità di partenza diretta per l’Italia via aereo o nave. I profughi potranno risparmiare molti soldi, arrivare in Italia non distrutti, donne e bambini protetti, e mettersi a lavorare con la speranza di poter tornare un giorno a casa.

Una drammatica immagine dello sbarco di migranti a largo delle coste di Pantelleria, stamani 13 aprile 2011. Il barcone si è arenato sugli scogli in balia del mare grosso in località Arenella. Durante lo sbarco sono morte due donne. Erano su un vecchio peschereccio con 250 persone, quasi certamente partito dalla Libia, finito su una spiaggetta in prossimità del porto per un errore di rotta. Gli immigrati hanno raggiunto a nuoto la riva, probabilmente le due donne sono annegate per le pessime condizioni del mare. ANSA/ F. LANNINO - S. GABRIELE

L’immagine era di contrasto. OK! Ma che altro deduciamo dal contrasto? Se ci fermiamo a riflettere, osservando il salto, deduciamo che in un mondo correttamente impostato, sono i padroni a dire ai servi di fermare il bastone. NON IL CONTRARIO! Sono i padroni a commuoversi e decidere di far entrare la gente. NON IL CONTRARIO! È il signor barone che dice di aprire i cancelli della villa. NON IL CONTRARIO!

Deduciamo anche che, con gente che agisce per il padrone e non l’uomo generico sulla terra (nessuno ha nominato i nostri politici “preti e guide spirituali dell’umanità”), si vede subito chi fa le cose giuste e chi no. Si vede subito chi è canaglia e chi no. La pressione armata, psicologica, fa subito emergere le radicali differenze! Si vede subito il Governo che si scusa e si dà da fare per aiutare il Paese invaso, e chi invece è disposto a tutto per non mollare l’osso. Si vede subito chi offre entrambe le mani per agire nella stessa direzione, e chi invece ne tiene una sempre nascosta.

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Deduciamo anche, però, che gli uomini dei corpi diplomatici (SIA NOSTRI CHE STRANIERI) non sono mai sulle spiagge a sporcarsi le mani per decidere subito e alla svelta chi deve restare e chi no. Questi uomini se ne stanno nei loro lussuosi palazzi, lasciando alle Forze dell’Ordine italiane il problema d’affrontare popolazioni che parlano lingue sconosciute e vengono da luoghi ignoti.
Ci sarebbe molto altro da dire, ma per oggi basta così. I “servi senza padrone” fanno vomitare!

THATCHER 01

«In politica, se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna».

THATCHER 02

«Ogni donna che sa come far andare avanti una casa è molto vicina a capire come far andare avanti una nazione».

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