AUTOSTRADE LIBERE

autostrada

1 aprile 2015

Dove sono le autostrade dei padroni (da qui in poi cittadini per comodità di linguaggio)? Non “quelle della società tale” o “della società tal altra”. No, proprio dei cittadini. Dopo quasi cent’anni, ancora ne sono privi? Quindi, entrando nella strada di qualcun altro, debbono pagare?

Le autostrade dei “sovrani della nazione” sono ovviamente libere, aperte, con ingressi ed uscite in armonia con la restante rete stradale (in Italia c’è un’arteria ogni 500 metri). Nessun cittadino deve controllare nel portafoglio se ha i soldi per prendere l’autostrada. I cittadini sono tutti uguali.

Come facciamo a rientrare in possesso delle autostrade? Potremmo costringere lo Stato a prendersi in carico le spese di gestione, lasciando però alle Società i caselli funzionanti fino al raggiungimento del valore di mercato. Oppure potremmo non prendere più l’autostrada per tre/quattro mesi per far fallire le Società e comprarle con un tozzo di pane. In ogni caso, se le autostrade ritornano al popolo, inizia la serie delle spese fatte “per liberarsi” e non “per restare sempre più prigionieri” della cattiva gestione dei nostri servi (da qui in poi ‘politici’ e ‘funzionari’).

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