ASSICURAZIONI A CARICO DELLO STATO

ASSICURAZIONE 02

1 aprile 2015

È cosa nota a tutti come i padroni (da qui in poi cittadini per comodità di linguaggio) siano oberati da mille impegni, fra cui – pesantissimi – quelli assicurativi: c’è infatti da assicurare l’auto del marito, la moto, l’auto della moglie, la casa, l’auto del figlio studente, la propria vita, la roulotte, il motorino, l’auto della figlia studente… Pesi enormi!

Trovate così strano che i nostri servi (da qui in poi politici e funzionari per comodità di linguaggio) non abbiano mai pensato di provvedere? Così strano che non abbiano mai detto: “Suvvia! Facciamo dei contratti nazionali! I cittadini pagheranno il carburante dieci centesimi in più al litro, ma si dimenticheranno d’ogni problema assicurativo”. No, vero? Ma la questione è infinitamente peggio.

Se un qualsiasi cittadino apre un ufficio, o gestisce un supermercato, o tiene un parcheggio, dovrà coprirsi con un’assicurazione perché non sarà mai in grado di garantire la sicurezza alle persone che transiteranno nei suoi spazi. Non importa chi sarà il responsabile del malaugurato incidente (un addetto, un estraneo, un pazzo, un cliente, un bambino, una macchina, un collega…); importa solo che è impossibile evitarli del tutto, e che la vittima andrà risarcita.

Poiché esiste il principio che ognuno risponde del suo, lo Stato, impossibilitato a garantire la sicurezza totale di persone, cose e merci, avrebbe sempre dovuto assicurarsi contro tutti i danni che i cittadini potevano subire durante lo stazionare e spostarsi nelle sue strade, spazi aerei e acque territoriali. Cioè, in tutto quello che non è privato.

Poi – sempre proseguendo col principio che ognuno risponde del suo – siccome la superficie terreste, il sottosuolo, i vulcani, l’aria, il mare attorno alle coste, e le acque interne sono proprietà pubblica, lo Stato da sempre avrebbe dovuto assicurarsi contro qualsiasi danno che tutti questi suoi elementi potevano infliggere – per via naturale o perché mal gestiti – ai cittadini e alle loro proprietà.

E siccome – sempre proseguendo col principio che ognuno risponde del suo – lo Stato è pure responsabile di tutti quei furti e atti vandalici che, nonostante la presenza invincibile delle Forze dell’Ordine, non riesce ad impedire. da sempre avrebbe dovuto assicurarsi anche contro quel tipo di rischi.

È il solito malcostume del “gregge”, che vede i “pastori” prendere in spalla l’agnellino, ma non richiederlo più indietro. Non è forse vero che le auto che passavano cent’anni fa per strada appartenevano tutte ai ricchi?

«Ma sì, se anche pagano un’assicurazione, che differenza fa? Sono ricchi, no? Non andremo certo noi, a pagargliela!». Così anche questo  agnellino è diventato un peso di 70 kg sulle spalle di ciascuno di noi.

Ah, cortigiani, vil razza dannata!

Lo Stato può pretendere che i cittadini si dotino di tutti i mezzi utili a migliorare la sicurezza e a limitare i danni, tanto in auto, come nelle barche, sugli aerei, negli edifici eccetera. Tuttavia, nei casi di incuria del territorio, cioè mancata attuazione delle norme (lassismo degli Organi Competenti), la Guardia di Finanza dovrà anche verificare se determinati politici e funzionari non debbano ripagare i cittadini colpiti. Questo, partendo dalla specifica provincia ma salendo via via verso i più grandi responsabili, con percentuali di esproprio sempre minori. Traducendo, se al funzionario sarà portata via la casa in montagna e lo stipendio per tre anni, il Ministro pagherà semplicemente una multa.
Attraverso il “ciascuno assicura il suo”, comunque, il fastidio dei cittadini calerà moltissimo, e chi è in difficoltà economiche non avrà più l’assillo delle assicurazioni. I contratti con le compagnie costeranno dieci volte meno, i risparmi per la collettività saranno colossali, gli assicuratori potranno finalmente occuparsi delle cose serie, ma soprattutto l’intero sistema si muoverà nella direzione d’aumentare la libertà dei cittadini e d’abbassare lo stress generale. Verranno anche eliminate alcune spaventose ed assurde trappole, come ad esempio quella del: “Non ho i soldi per pagare l’assicurazione, però dovrei muovermi in auto per cercarmi un lavoro”.

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