ACQUA GRATUITA

ACQUA 01

1 aprile 2015

Anche con l’acqua, come con tutto il resto, abbiamo un problema inizialmente inesistente, creato poi dal gruppo sempre più numeroso.  Problema che il gruppo non provvede a risolvere e che al solito si trasforma in un’ulteriore fonte di reddito e potere per i servi (da qui in poi ‘politici’ e ‘funzionari’ per comodità di linguaggio) e in una trappola per il cittadino senza possibilità. Se fra le capanne – tanto per capirci – c’è una mamma che non può andare a prendere l’acqua, le altre donne del villaggio la prenderanno anche per lei. Ma non qui, dove l’individuo senza un buon lavoro finirà col ritrovarsi – tra funzionari e cittadini, servi e politici, padroni e stipendiati – come un animale in gabbia a cui nessuno porterà più da bere; quindi, al solito, con diritti inferiori a quelli dell’animale libero.

È colpevole il gruppo? Certo che è colpevole! Un uomo solo, lontano dalla civiltà, può fare con l’acqua e dell’acqua tutto quel che gli pare. Può andare al fiume, bere, farsi un bagno, scavare un pozzo… Nel mondo moderno, tutto questo è impossibile: non può bere l’acqua del fiume (potrebbe essere inquinata); non può lavarsi tutte le mattine nel lago (dovrebbe abitare sulla riva – vietato dal Demanio); non può scavare un pozzo (in zona hanno trovato l’atrazina); non può raccogliere l’acqua piovana (se la darà da bere ai figli, glieli porteranno via)… È un uomo in trappola! Se non esistesse il gruppo, costruirebbe una palafitta sul lago, godendosi le splendide acque e felicitandosi pure per il cibo a portata di mano. Non stiamo ovviamente dicendo che ‘soli’ è bello: si può morire di mille morti atroci bevendo l’acqua di fiumi/laghi apparentemente incontaminati (l’opera di controllo delle acque è fondamentale, meritoria, e costosa). Ma può un padrone (da qui in poi ‘cittadino’ per comodità di linguaggio) ritrovarsi senza acqua per bere e lavarsi perché ha perso il lavoro? Può il cittadino, nato padrone e signore di tutti i fiumi, laghi, e persino mari, non avere l’acqua perché cerca il lavoro, ma non lo trova? Sì, è vero, l’acqua gliela daranno lo stesso, ma lo tormenteranno a lungo con bollette arretrate, solleciti, minacce di blocco fornitura, interventi pietosi…. Gliela daranno solo per non ucciderlo e ritrovarselo sulla coscienza. La trappola dei servi pigri, ormai, è scattata.

Sì, come al solito, si parte con l’agnellino sulle spalle (una cifra simbolica per sviluppare la rete idrica) per poi farla crescere sempre di più e portarla a cifre importanti d’un lavoro importante di gente importante. L’acqua invece è esattamente come l’aria, e quindi dev’essere gratuita per tutte le famiglie ed anche le aziende. Non importa infatti chi sia l’utilizzatore finale! Importa che politici e funzionari non ne sono i padroni e corrano per farla bastare per tutti! Finché c’è acqua, finché piove, questa deve essere gratis per principio, proprio come l’aria. Se invece non c’è per tutti – siamo nel deserto, o non piove mai – il bravo politico/funzionario applicherà delle Gabelle per dissuadere i consumi. Ma Gabelle però! Non “acqua che si compra”! Le Gabelle devono essere solo un modo per stimolare un uso più razionale delle cose, e raggiunto lo scopo, sparire. Sparire o non essere mai nemmeno applicate. Che senso ha infatti dissuadere una famiglia dall’usare l’acqua per bere, lavarsi e far da mangiare?! Certo, se ci saranno consumi anomali, proprio come per l’energia, un tecnico farà un salto in quella casa – o telefonerà – per chiedere il perché di tutto quel consumo. E in ogni caso, tutti i mesi l’azienda dell’acqua pubblicherà il consumo medio della famiglia tipo per rapportarlo a quello del singolo cittadino e fargli capire se è fuori di molto, di poco, nella norma, o è addirittura bravissimo. Nelle mail l’azienda potrà chiedere una particolare attenzione ai consumi in certi mesi, o in certe ore. Ma una cosa deve essere chiara per tutti: sono i cittadini i padroni dell’acqua, non i funzionari e i politici! Tocca al gruppo di risolvere il problema! Tocca ai funzionari e ai politici di correre!

Il rispetto che i “servi” debbono avere del “padrone” comprende anche non il tormentarlo per ogni sciocchezza. Tutto, nella vita, è fluttuante, mai niente si ripete uguale. Nel leggere quanto sopra, infatti, il politico e funzionario standard stanno già mentalmente creando delle regole matematiche per “essere giusti” e diventare così odiosi. In altre parole, se il cittadino privo di Gabelle supererà una certa soglia, ecco che scatterà una prima Gabella X, poi una seconda Gabella Y, quindi una terza Gabella Z… Queste cose, riportate nella grande villa dove vivono marchesi e baroni , produrrebbero subito calci nel sedere ai servi. Se un cittadino ha degli ospiti, per fare un esempio, dovrà prima di tutto essere un buon padrone di casa, e non uno schiavo preoccupato della Gabella X, poi Y, e poi Z perché le figlie degli ospiti stanno mezz’ora sotto la doccia. Il cittadino avvisato di consumi anomali, ringrazia l’Azienda che glielo fa sapere, e cerca la causa. Ma se si ritrova economicamente “punito” per non essersi accorto che due metri sotto terra aveva una perdita, allora s’infuria. I politici e i funzionari, in altre parole, debbono sempre ricordarsi d’avere a che fare con i padroni.  

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