CORTE MARZIALE

6 agosto 2015

Abbiamo già visto che chi impedisce agli altri d’armarsi, ma poi qualcosa va storto, si ritrova col plotone d’esecuzione a cento metri. Che oggi non si usi più, per motivi religiosi, fucilare o decapitare la gente, il plotone resta per principio a cento metri. Tuttavia, in una società moderna, le responsabilità di chi comanda sono di gran lunga superiori a quelle d’una volta; per assurdo che possa apparire, la Corte Marziale (o la furia del re, o la rivolta del popolo, o la ghigliottina, chiamatela come vi pare) rispetto a prima è molto più vicina. Si continuerà a non usarla, ma è a cinquanta metri.

Sicurezza a parte (andando cioè oltre la delinquenza), oggi il male proviene quasi unicamente dal malfunzionamento delle cose, e quindi dall’incuria. La natura ‘crudele’ e ‘matrigna’ è oramai tagliata fuori da gran tempo. Tanto per capirci: se stai su un veliero, non importa che tu sia un marinaio o un ufficiale perché, quando arriverà la tempesta, di problemi ce ne saranno per tutti. Se marinaio ti ritroverai a far girare le pompe con l’acqua alle ginocchia; e se ufficiale, starai sul ponte con gli scrosci d’acqua da tutte le parti e le onde che ti possono scagliare fuori bordo. E in ogni caso, siccome la forza è data dalle vele, a tutte e due converrà pregare perché le correnti non spingano la nave sugli scogli.

Su una nave moderna, invece, le cose procedono in tutt’altro modo. Anche se arriva la tempesta, di problemi non ce ne saranno per nessuno. Il mondo esterno non è più in grado di ferire ed uccidere. Le onde spazzeranno ancora il ponte, ma là, però, non ci sarà più nessuno. Nel nostro mondo non ci sono più la peste, la malaria, l’insetto che devasta, il virus che uccide… La morte è stata allontanata, relegata, rimossa. C’è ancora, ovviamente, ma è più in là, all’orizzonte. Durante la tempesta, infatti, i marinai staranno al caldo, e gli ufficiali berranno il caffè dietro ai vetri corazzati, manovrando l’immensa nave con piccoli gesti della mano.

Qualcosa è cambiato! E, assieme a quel qualcosa, anche la responsabilità di chi comanda. Sul veliero poteva ben succedere che un uomo finisse in mare, o che dopo una notte sul ponte l’ufficiale si ritrovasse con una febbre da cavallo. Ma su un transatlantico o una portaerei, tutto questo non è più accettabile, neppure se il mare è forza 10.

Oggi, nelle grandi “navi sociali”, abbiamo situazioni di completa follia totalmente dipendenti da chi tiene le fila dell’organizzazione. Mentre in Marina (o nell’Esercito, o nell’Aviazione, o nel Pubblico ben regolato, o nelle aziende private, o in famiglia), tutto procede in modi chiari e con la massima logica possibile, nella “società propriamente detta”, invece, si va a spanne, come viene viene, con ‘ufficiali’ che spesso hanno tanta boria ma nessuna responsabilità (e costano magari come un ammiraglio). Se durante l’ispezione su una portaerei, sempre per capirci, si scoprisse che alcuni marinai sono denutriti perché le cucine si dimenticavano di preparargli il rancio, altri sono sporchi perché nessun tecnico ha provveduto a riparare le docce, e altri ancora sono malati perché nessuno s’è preoccupato di curarli, l’Ammiragliato diventerebbe una belva, e per gli ufficiali ci sarebbe la Corte Marziale.

Noi – nel nostro mondo civilizzato – siamo in grado di spostare singoli elettroni da un continente all’altro, di vedere pianeti che stanno addirittura ad anni luce di distanza; però non sappiamo più se quell’uomo che abita a cento metri da noi ha il denaro per vivere. Traducendo nei termini corretti, gli ufficiali non hanno la più pallida idea di cosa stia succedendo. Il male ha cambiato forma, si chiama “ignoranza superficiale delle cose”, “responsabilità mancata”,  “disinteresse verso i propri uomini”…

Chi siano esattamente questi ufficiali, in questo momento non saprei dirlo con certezza. Siamo forse noi? Sono i nostri funzionari d’alto bordo? Sono i nostri politici? Sono le Forze dell’Ordine che dovrebbero imporre certe questioni con brutale urgenza? L’unica cosa che so con certezza è che sarebbe molto bello poter dire: «Le democrazie sono una cosa, l’esercito un’altra, quindi la Corte Marziale non ha senso». Sarebbe bello, ma è falso! Infatti, quando le Istituzioni vengono attaccate, vale il principio che se rifiuti di diventare carne da cannone, allora per te c’è la Corte. E quindi, per conseguenza, lo stesso maledetto principio deve capovolgersi in tempo di pace. La portaerei potrà tornare piena di morti dopo la battaglia, ma se in tempo di pace un solo marinaio si sarà ritrovato all’interno di possenti strutture senza però cibo, possibilità di lavarsi, tutto disperato e solo, allora gli ufficiali finiranno sotto processo. Basta un marinaio, uno solo, non la nave intera.

Idee confuse! Chi sono gli ufficiali? Di sicuro so (con la pancia, sia chiaro, non con la testa) che i 100 metri sono diventati 50.

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