DA PECORE A PADRONI

NEL MONDO MODERNO, L'IMPOSSIBILE NON ESISTE.

(PER PRINCIPIO)

 

Se controlliamo lo Stato attraverso una piattaforma al servizio di noi cittadini, possiamo trasformare questo Paese per sempre in un singolo istante.

 

Prima di considerare i passaggi logici, vediamo brevemente l'aspetto emotivo di fondo. Abbiamo infatti un problema. O meglio, "il problema".

I politici e i funzionari italiani sono assolutamente uguali a quelli di tutto il resto del mondo. Non sono né migliori né peggiori. Il problema della loro differente resa sta quindi nel differente spirito della popolazione, e non in fattori "esterni". Tremendo a dirsi, l'efficienza della Cosa Pubblica dipende unicamente e soltanto dai cittadini stessi. 

"Si sentono o non si sentono i padroni? Si fanno servire, o non si fanno servire?".

In Italia - per nascita o residenza - ci sono 60 milioni di 'padroni' (da qui in poi 'cittadini' per comodità di linguaggio) che mantengono 3 milioni di 'servi' (da qui in poi politici e funzionari per comodità eccetera); ma le cose funzionano al contrario.

Al solito, al fondo di tutto ci sta la percezione. Guardate quest'immagine. Abbiamo tre elementi di un certo valore simbolico: cane, pecore, e padrone. IL PADRONE DIFENDE IL GREGGE DAL CANESe si domanda ad un italiano: «Quale dei tre elementi è il popolo?», lui, senza alcuna esitazione risponderà: «Gli ovini, perché vengono tosati».

Che il bellissimo pastore belga rappresenti la Guardia di Finanza (sensi acuti e acuti denti), nulla da eccepire. Ma che i Signori Paganti, Mantenenti, Stipendianti, Padroni della cascina e dei campi, Padroni delle stalle e persino del "cane", vedano se stessi come "pecore da tosare", questo è l'assurdo percettivo e quindi emotivo che va assolutamente eliminato dall'anima.

Una volta risolto questo problema, tutto diventa facile, consequenziale, banale (democrazia diretta compresa, che diventa fattibile persino in costruzioni superiori alla nazione).

Tutto sta nel punto di partenza. 

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